Samuel KrappDrammaturgo
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2013

La Danimarca è una prigione

Tragico atto unico

Una compagnia di attori girovaghi cerca cibo e riparo in un castello di Danimarca. Uno spettro li trascina nella tragedia di Amleto, dove i ruoli diventano destini e la finzione comincia a uccidere.

Illustrazione concettuale provvisoria per La Danimarca è una prigione

Sinossi

Stanchi e affamati, sei attori girovaghi arrivano in una Danimarca in cui la frutta marcisce appena colta e il tempo sembra scorrere senza regole. Nel castello di Helsinor sperano di ottenere un pasto in cambio di uno spettacolo, ma incontrano uno spettro che cambia sembianze: guardia, sovrano e padre di Amleto. Per quella presenza, i costumi che indossano fanno di loro i personaggi di una tragedia dalla quale diventa sempre più difficile prendere le distanze.

Il Capocomico vuole assecondare lo spettro con una rappresentazione che celebri il re; Goran, invece, convince Jof e Karl a modificare il copione per provocarlo e affrontarlo. Lo spettacolo scatena una condanna a morte e spezza la compagnia. Fra sospetti, tradimenti e tentativi di salvezza, le relazioni degli attori ripercorrono la vicenda di Amleto: Sofia, Helga e i loro compagni vengono coinvolti in una catena di violenza nella quale le morti non sono più una finzione. La comicità degli equivoci lascia spazio a un incubo sul potere, sulla paura e sulla possibilità di sottrarsi a una parte già scritta.

Note d’autore

La Danimarca è una prigione mette al centro il confine fragile fra interpretare una storia e diventarne prigionieri. I protagonisti conoscono il mestiere del teatro: portano con sé costumi, battute e spade di legno, strumenti con cui ogni sera possono morire e tornare a vivere. Nel castello questo patto si rompe. Lo spettro assegna loro identità che non riconoscono e trasforma il repertorio della compagnia in una trama capace di invadere la loro esistenza. Amleto diventa così una struttura che si ripete attraverso altri corpi, altri rapporti e altre paure.

Il passaggio dal comico al tragico attraversa anche il linguaggio: i battibecchi, gli equivoci e la fame convivono con la vendetta, il tradimento e la morte, finché la risata perde ogni riparo. Il marciume e il tempo deformato rendono visibile una prigionia che coinvolge lo spazio, i corpi e le convinzioni dei personaggi. Assecondare il potere, combatterlo o sacrificare un compagno sembrano possibili vie di salvezza, ma ciascuna scelta alimenta la tragedia. Nel confronto finale resta aperta una domanda: quanto della gabbia viene imposto dall’esterno e quanto nasce dalla paura che impedisce perfino di tentare la fuga?

Messinscene

2021

La Danimarca è una prigione

Buio in sala

Regia: Fabio Manniti

Fabrizio Zuccaroli — Capocomico

Gyongyi Korosi — Spettro

Enrica Moglia — Helga

Annalisa Uccheddu — Sofia

Marco Mattioni — Jof

Emanuela Cammarata — Karla

Luigi Gammino — Goran

2014

Amleto è vendetta

M.F.C.S.

Regia: Mauro Maggioni

Giovanni Ferrari — Jonas

Maurizio Ortu — Capocomico

Massimo Genco — Spettro

Martina Corona — Helga

Giorgia Ciotola — Sofia

Riccardo Agostini — Jof

Simone Moggia — Karl

Marco Fidicci — Goran

Fabio Manniti — Victor